La costituzione e il sistema legislativo in Italia
Alle fondamenta dello Stato Italiano c’è la Costituzione della Repubblica. Approvata nel 1947 e promulgata un anno dopo, ha subito nel corso degli anni alcune revisioni. E’ un documento basilare che riconosce diritti e doveri dei cittadini e definisce l’ordinamento politico e amministrativo dello Stato. Eventuali emendamenti alla Carta costituzionale seguono procedure ben definite.
Caratteristiche della Costituzione italiana
La Costituzione italiana è un documento scritto, e contiene molteplici deliberazioni relative ai più svariati ambiti della vita civile del cittadino. E’ un testo che rappresenta l’ accordo tra diversi partecipanti alla popolazione italiana, un “patto” raggiunto attraverso la storica cooperazione tra le forze politiche presenti dopo la seconda guerra mondiale: in virtù di questo motivo si dice che è “compromissoria”.
La Costituzione è democratica, poiché sostiene con forza la sovranità popolare, l’importanza dei sindacati e delle parti politiche. Ha in sé un evidente intento programmatico perché attraverso i suoi 139 articoli individua le funzioni e gli obiettivi che l’ordinamento politico deve raggiungere attraverso il sistema legislativo (ultimo esempio di questo suo intento è l’introduzione del principio di pareggio di bilancio nella Carta, proposto nel 2011).
Infine, la Costituzione ha l’importantissima caratteristica d’esser “rigida”. È sì possibile modificarne i contenuti, ma è questo un processo che richiede un procedimento parlamentare ben preciso.
Il legame tra la Costituzione e il sistema legislativo in Italia
Negli articoli dal 70 all’82 la Costituzione descrive gli istituti responsabili della funzione legislativa e le loro caratteristiche: si tratta delle due Camere del Parlamento (chiamate Camera dei Deputati e Senato della Repubblica) e il Presidente della Repubblica. La Carta costituzionale definisce anche le aree di pertinenza per cui il Parlamento può emanare le nuove leggi, mentre ad occuparsi dei settori residui sono le Regioni. La Costituzione prevede che anche il Governo possa legiferare (tramite i decreti legge e i decreti legislativi), ma sempre sotto il controllo del Parlamento.
È il presidente della Repubblica a promulgare le leggi, e in caso le ritenga in contrasto con quanto scritto nella Carta Costituzionale, può rinviarle al Parlamento (una volta). Dopo la sua emanazione, una legge che va contro i principi costituzionali può essere rimossa solo dalla Corte Costituzionale.
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